Un risveglio di coscienze contro l’omologazione. Torna in Italia il musical We Will Rock You

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2700 repliche, oltre 8 milioni di spettatori, 12 anni consecutivi di rappresentazioni a Londra per oltre due ore e mezza di spettacolo.

Sono questi i numeri di We Will Rock, il musical basato sulle canzoni dei Queen e ideato da Ben Elton con Roger Taylor e Brian May, che a otto anni dagli ultimi spettacoli in Italia torna nel nostro Paese in una veste completamente rinnovata.
E come spesso richiedono le circostanze esterne, si è fatta di necessità virtù. Claudio Trotta, che attraverso Barley Arts è il produttore dello show, spiega infatti che l’occasione di riportare il musical in Italia è arrivata nel novembre dello scorso anno, quando il manager dei Queen ha comunicato l’intenzione di concedere i diritti “no replica” per il musical, vale a dire con l’obbligo di non riprendere l’allestimento originale dello spettacolo. Quale stimolo più convincente per ripensare quindi a come agganciare lo spettacolo alla realtà dei giorni nostri? Un’occasione davvero ghiotta per Trotta, da anni impegnato alla lotta contro il secondary ticketing e fondatore, insieme a “un manipolo di appassionati”, del movimento Slow Music.

L’intero impianto dello show si basa infatti su un “mashup umano e artistico”, perché attraverso la trama e le canzoni viene offerto al pubblico un messaggio di emancipazione e di libertà contro il bullismo e in difesa della diversità, un invito alle risveglio delle coscienze, e tutti – dal regista Tim Luscombe, alla coreografa Gail Richardson, allo scenografo e costumista Colin Mayes, fino all’intero cast artistico – hanno lavorato per portare sulla scena una vera e propria parabola di speranza, che partendo da un futuro opprimente abitato da una società omologata nel pensiero e nei sentimenti arriva alla rottura degli schemi grazie ai due protagonisti, Galileo e Scaramouche.
Le vicende girano infatti intorno ai due ragazzi, due spiriti liberi e brillanti, quelli che oggi verrebbero definiti “diversi”, e che per il loro modo di vestire o per avere un pensiero differente dalla massa rischierebbero di essere messi agli angoli e bullizzati: “I due protagonisti vogliono semplicemente essere loro stessi, non c’è in loro la voglia di andare contro il sistema per portare disordine. La loro ribellione è dettata solo dalla loro personalità e dal loro istinto” dichiara il regista Luscombe.
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In una società globalizzata dalla multinazionale Globalsoft e rappresentata in scena da un centro grande centro commerciale sul quale domina un logo-occhio che controlla tutto e tutti, Galileo e Scaramouche porteranno avanti i loro ideali e riusciranno a rendere il mondo migliore grazie all’incontro con i bohemians, ragazzi che come loro non si sono lasciati omologare dalla società e che cercano una via di fuga da un mondo non lascia loro alcuna libertà.
A far da filo conduttore alla storia saranno 24 canzoni dei Queen, tutte rigorosamente suonate dal vivo da una band in cui spicca una forte componente femminile: “Le canzoni sono parte integrante dello spettacolo, non sono momenti separati o intervalli tra una scena e l’altra”, tiene a sottolineare un entusiasta Trotta. “La band è eccezionale, e ai provini le due chitarriste Roberta e Federica hanno sbaragliato con la loro personalità la concorrenza di tutti gli altri candidati uomini”.

Un futuro omologato e una voglia di salvare il mondo con l’amore, la musica dal vivo e la bellezza: è chiaro che quella portata sulla scena di We Will Rock You è una grande metafora della vita e della società moderna, dove la musica e la bellezza vengono sacrificate da un consumo veloce e acritico davanti allo schermo di un computer, dove i concerti vengono filtrati da uno smartphone e dove ogni tendenza alla diversità viene soffocata dal bullismo, più spesso psicologico che fisico.
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Anche la composizione del cast, in gran parte riconfermato, è andata in direzione del messaggio che si voleva consegnare al pubblico: al di là delle abilità e delle competenze tecniche, Valentina Ferrari, direttrice artistica dello spettacolo e di nuovo nei panni di Killer Queen, ha guardato alla personalità e all’attitudine dei singoli interpreti.
Salvo Vinci è stato riconfermato nel ruolo di Galileo e Alessandra Ferrari in quello di Scaramouche. Paolo Barillari sarà Khashoggi e Claudio Zanelli rivestirà il ruolo di Brit.
Già presenti anche nella precedente tournée anche Loredana Fadda, qui nel ruolo di Oz, e Massimiliano Colonna nei panni di Pop.
We Will Rock You

Dopo la data zero a Civitanova Marche il 20 e il 21 ottobre scorsi, il nuovo allestimento di We Will Rock You arriverà nelle città italiane a partire dal 25 ottobre.

Questo il calendario: 
Trieste (dal 25 al 28 ottobre, Teatro Rossetti)
Assisi (1 e 2 dicembre, Teatro Lyrick)
Bologna (dal 7 al 9 dicembre, EuropAuditorium)
Brescia (15 dicembre, Gran Teatro Morato)
Montecatini Terme (il 22 dicembre, Nuovo Teatro Verdi)
Jesolo (il 10 gennaio, Palazzo del Turismo)
Bassano Del Grappa (il 12 gennaio, Palabassano Due)
Bergamo (il 18 gennaio, Creberg Teatro Bergamo)
Milano (dal 31 gennaio al 3 febbraio; dal 7 al 10 febbraio; dal 14 al 17 febbraio, Teatro Ciak)
Genova (dal 21 al 23 febbraio, Politeama Genovese)
Roma (dal 27 febbraio al 3 marzo, Teatro Brancaccio)
Napoli (il 5 marzo, Teatro Augusteo)
Catanzaro (il 9 marzo, Teatro Politeama)
Reggio Calabria (l’11 marzo, Teatro Cilea)
Catania, (il 13 marzo, Teatro Metropolitan)
Bari (il 16 e il 17 marzo, Teatro Team)
Firenze (dal 22 al 24 marzo, Teatro Verdi)
Padova (29 marzo, Gran Teatro Geox)
Torino (il 5 e il 6 aprile, Teatro Colosseo)
Gorizia (il 9 aprile, Teatro Verdi).

Il calendario completo e aggiornato è disponibile al sito ufficiale https://www.wewillrockyou-themusical.it/date-3/.

 


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