Le cinque fasi del dolore: il ritorno di Romina Falconi tra pop e psicanalisi

Le 5 Fasi del Dolore cover
Nei giorni scorsi sono state avvistate in alcune città italiane (Milano, Roma, Firenze, Padova, Bari) alcune misteriose spose abbandonate che vagavano in lacrime per le strade, nei parchi e nella metropolitana.
I video e le foto hanno fatto il giro del web e in molti hanno iniziato a chiedersi chi fossero quelle donne, arrivando in alcuni casi a sospettare che si trattasse di una campagna pubblicitaria: bene, il mistero è ora svelato.
Si è trattato infatti di una gigantesca rappresentazione di ciò che nell’immaginario collettivo rappresenta il più tremendo stato dell’abbandono, una sposa lasciata sull’altare.
Proprio di questo parla Le Cinque Fasi del Dolore, il nuovo singolo di Romina Falconi in uscita il 28 settembre e già in pre-order.
Romina Falconi
“Mi dicono che raramente esprimo quello che sento ma quando lo faccio, lo faccio in modo viscerale. Per me questo è l’unico modo di scrivere. Crudo. Questa volta ho voluto parlare di abbandono.
Le Cinque Fasi del Dolore e cita il famoso modello sviluppato dalla psichiatra Elisabeth Kübler Ross sull’elaborazione del lutto, dell’abbandono. La paziente sono io. Forse è vero che il maestro migliore è il dolore, ma che me ne faccio della lezione imparata se mi hanno abbandonato? Che me ne faccio di me, se il mio desiderio è distrutto?
Ho pensato di rappresentare l’abbandono nelle piazze di alcune città, nel modo più tenero possibile: una ragazza vestita da sposa, in lacrime. Ero presente mentre una dolce sposina disperata vagava tra la gente allibita. Poche signore si sono avvicinate cercando di dare conforto. L’abbandono ci fa così paura? Ho voluto fotografare quel momento, descrivendo con precisione chirurgica cosa ho provato durante un abbandono, ridendo e piangendo di me. Volevo essere sincera, a qualunque costo.
Ho deciso di scrivere canzoni emotive. Ma forse non è una scelta. Forse, non avendo io grande padronanza della mia vita e dei miei sentimenti, ho voluto mappare le emozioni che provo, perché spero che lì fuori ci sia qualcuno che abbia sentito le stesse cose. Forse scrivo per non sentirmi più sola”.

Il singolo vede la produzione di Francesco “Katoo” Catitti, già produttore di Michele Bravi e collaboratore di Elisa.


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