Stories: la pluri-identità sonora dei Deaf Kaki Chumpy

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“Portiamo al pubblico dei brani narrativi, complessi, lontanissimi dai canoni che servono oggi per avere successo sui servizi di streaming. Sogniamo un mondo in cui questa musica trovi il suo spazio all’interno del panorama musicale. Voglio che la gente sappia che esiste altro che le canzoni formate da strofa e ritornello, che la musica è fatta di molto altro, e quel qualcos’altro è bello e vario e sorprendente, a volte commovente”.

Così Alberto e Mancini, pianista e compositore, parla di Deaf Kaki Chumpy, il progetto musicale che ha contribuito a fondare insieme al bassista Andrea Daolio.
Un progetto ambizioso e fuori da ogni schema, nato nelle aule della Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” di Milano, e che vede la partecipazione di ben 18 elementi.
Non una band canonica quindi,  ma quasi un collettivo, un caleidoscopio di pelli, ottoni, legni, voci, corde, organi e synth per una proposta musicale ambiziosa e originale, sicuramente non facilmente catalogabile.

Il 21 settembre la maxi-band pubblica il suo secondo lavoro, Stories, un disco di suggestioni meticce e fantasiose, che dal funk schizzano al jazz, scivolano sul classico e sul soul e sfrigolano sulle melodie del pop e sui sintetismi elettronici. E poi rock, r’n’b, spunti etnici, hip-hop.
Niente, dagli arrangiamenti alle voci, cede agli stereotipi o rassomiglia a qualcos’altro: tutto ha invece il volto (e il suono) della spontaneità e dell’imprevedibilità.
Nelle tracce di Stories c’è tutto, ci sono riferimenti a generi musicali così sovrapposti che è impossibile (e anche un po’ inutile) cercare di scorporarli e individuarli tutti, e quando si pensa di aver definito l’identità di un pezzo, ecco che questo si interrompe e cambia strada.
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Il primo singolo estratto è Thinking Out Loud, personale rivisitazione del brano di Ed Sheeran, e da lui stesso approvata.

“La prima parola che mi viene in mente ripensando ai nostri brani e all’epopea di questo nuovo EP é ‘resilienza’, racconta Emma Lecchi, una delle cantanti del gruppo, “la capacità di trasformare le proprie sventure in energia positiva. Stories, nella sua interezza, rappresenta al meglio questo concetto e ci rappresenta come grande, meravigliosa ed imperfetta famiglia, in tutti i nostri suoni ed i nostri colori”.

Se questa musica troverà spazio all’interno dei grandi circuiti radiofonici e discografici è difficile dirlo, ma di certo rappresenta un valido e convincente tentativo.

Il 22 settembre il gruppo presenterà il disco al Santeria Social Club di Milano (ore 21, ingresso gratuito).


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