L’infinito di Leopardi diventa musica con Fabio Armiliato e Giovanni Nuti

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Composti a Recanati nel 1819, i versi de L’infinito di Giacomo Leopardi diventano musica.
A quasi 200 anni dalla nascita della celebre poesia, Fabio Armiliato, tenore di fama internazionale, canta i versi leopardiani musicati da Giovanni Nuti, compositore noto per il suo “canzoniere“ realizzato con un’altra grande poetessa, Alda Merini.
Il brano, pubblicato dall’etichetta Sagapò, è disponibile dal 20 luglio in anteprima su iTunes e successivamente sugli altri stores digitali.

Scrive Fabio Armiliato: “Da sempre musica e poesia si uniscono per creare un connubio artistico ancora più elevato. Aver avuto l’opportunità di cantare L’infinito di Leopardi, cioè una delle massime espressioni poetiche e letterarie, grazie alla musica di un artista come Giovanni Nuti, mi ha riempito cuore e anima, facendomi provare un’esperienza unica e carica di emozioni. Come scriveva J.S. Bach ‘La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori’ e sono convinto che Leopardi nella sua genialità aveva già sentito l’Infinito della musica nelle sue stesse parole, guardando verso l’eterno, con gli occhi e il cuore di chi non si ferma alle cose terrene”.

Giovanni Nuti e Fabio Armiliato - Ph. Davide Santi
ph. Davide Santi

Presentato in anteprima il 24 marzo scorso presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona durante la manifestazione “Siamo fatti per l’Infinito” organizzata dall’Accademia Mondiale della Poesia, il brano è stato composto per l’occasione da Giovanni Nuti seguendo la grande tradizione liederistica che ha sempre realizzato il felice matrimonio di musica e poesia. Giovanni Nuti dichiara: “Ho accettato con ‘timore e tremore’ la proposta di Laura Troisi – direttore generale dell’Accademia mondiale della poesia – di musicare i versi de L’infinito di Leopardi. Confrontarsi con uno dei componimenti poetici più noti della letteratura mondiale richiedeva una dose di tracotanza e di incoscienza cui neppure tutti i miei anni di frequentazione e osmosi creativa con Alda Merini mi hanno preparato. Ho cercato di accostarmi con consapevolezza e umiltà a questa poesia, sgombro però di troppe letture e troppe interpretazioni, ‘come se’ la leggessi per la prima volta, in modo da far scaturire la mia musica dall’inesauribile ombra di silenzio del Canto leopardiano. Sono molto felice che l’amico Fabio Armiliato abbia accettato di interpretarlo, impreziosendolo con la sua straordinaria vocalità e la sua grandissima sensibilità interpretativa”.

Prodotto da Paolo Recalcati e Jose Orlando Luciano, che ne ha curato anche l’arrangiamento, L’infinito è interpretato da Fabio Armiliato con l’accompagnamento di Simone Rossetti Bazzaro al violino, Irina Solinas al violoncello e Jose Orlando Luciano al pianoforte.


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