Che cosa ci siamo fatti, il ritorno “anacronistico” e cantautorale di Briga

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C’è un filo sottile che lega il nuovo album di Briga, Che cosa ci siamo fatti, a Novocaina – Una storia d’amore e di autocombustione, il suo primo romanzo, pubblicato lo scorso anni: se il libro nasceva dall’esigenza di raccontare la storia di una generazione persa nell’incapacità di comunicare e di confondere una richiesta d’amore con una richiesta d’aiuto, questo disco arriva con l’esigenza di dare una musica a quella storia, quasi come una colonna sonora.

Sulla carta d’identità, Mattia Bellegrandi, conosciuto come Briga, non ha ancora trent’anni, ma la sua storia musicale sembra averne superati molti di più: lo si direbbe sentendolo parlare di questo nuovo album, ma ancora di più lo si direbbe ascoltando le tracce del disco, un lavoro lontanissimo da tutto quello a cui Briga aveva abituato il suo pubblico. Del rapper che ha sfiorato la vittoria ad Amici due anni fa non c’è davvero più traccia, perché quello che si vede oggi è un ragazzo convinto e consapevole delle sue scelte, pronto a difendere la sua musica con una passione pura e ardente.
Oggi che le radio si piegano allo strapotere della trap e in un periodo in cui la discografia sembra non saper parlare altro che la lingua dell’hip-hop, Mattia mette da parte (quasi) tutte le barre e torna sul mercato con un disco cantautorale, dominato da atmosfere “in minore” e dalle influenze di artisti come Venditti e Grignani.
La prima volta che ha portato i nuovi brani ai discografici di Sony, nessuno ha potuto nascondergli una certa paura di ripresentarsi al pubblico con un album come questo, ma per Briga non è stato certo un problema, perché “la paura è il pane dei sognatori”.
Briga_cover Che Cosa Ci Siamo Fatti
“Ho concepito l’album con una mentalità un po’ anacronistica, senza pensare cioè a fare una hit immediata come in passato. Volevo fare un disco con brani di repertorio, e credi di esserci riuscito: non mi sono improvvisato musicista, sono 10 anni che lo faccio, so di cosa parlo, a differenza di molti altri. Se mi sono fatto conoscere dal grande pubblico con il rap era per paura di non saper cantare:quando ero ad Amici, il Maestro Enzo Campagnoli si è accorto che quando rappavo facevo lo spavaldo, invece se dovevo cantare mi ripiegavo su me stesso, mi giravo dall’altra parte. Ho dovuto superare questa paura, è tutta questione di testa: è stato un percorso lungo, perché già in Talento, il disco precedente, alternavo strofe rappate e ritornelli aperti, e oggi sono riuscito a fare un disco quasi tutto cantato”.

Introspezione, paura, incomunicabilità, dolore, ma anche contraddizioni, sono questi gli elementi che dominano Che cosa ci siamo fatti, dove c’è Roma, c’è un toccante episodio dedicato al padre, ci sono l’amore e l’odio. Un album che parla sottovoce, forse anche andando in contro tendenza: “Forse questo disco è un errore, ma è un errore che ho fatto con la mia testa. Non voglio essere uno fra tanti, voglio crearmi uno spazio solo per me, mettermi in una posizione in cui sono solo io. Non interessa quello che la scena del rap dice di me, anche perché il mondo della musica sa essere meschino, quasi nessuno sa esprimere un giudizio guardandoti in faccia, ma tutti lo fanno tirando continue frecciatine. Io preferisco coltivare i rapporti con le singole persone, anche quando non c’è stima artistica, ma c’è sintonia umana.”
Ecco allora il significato dell’immagine della copertina, una fotografia scattata in una piscina vuota: “Una piscina vuota non serve a niente, proprio come un corpo in cui non ci sia un’anima da scoprire”.
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L’album è disponibile in digitale, CD e in vinile e in una versione Deluxe edition (con 5 tracce esclusive in aggiunta) disponibile in anteprima unicamente in streaming premium (SpotifyApple Music, TimMusic, ecc.) per 14 giorni. Dal 15 giugno invece, sarà anche disponibile in download su iTunes e in streaming su tutte le piattaforme digitali.

L’instore tour partirà dal primo giugno proprio il giorno d’uscita del disco, con un doppio appuntamento: al Varese Dischi di VARESE (via Manzoni, 3 – ore 15.00) e al Mondadori Store di MILANO (Piazza Duomo, 1 – ore 18.00).

Le altre tappe a giugno saranno domenica 3 al Media World c/o CC Verona Uno di SAN GIOVANNI LUPATOTO-VERONA (via Monte Cristallo – ore 17.30). Lunedi 4 a La Feltrinelli di SAVONA (via C. Astengo, 11 – ore 15.00) e al Mondadori Bookstore di GENOVA (via XX Settembre, 27R – ore 18.00). Martedì 5 allo Sky Stone & Songs di LUCCA (Piazza Napoleone, 22 – ore 15.00) e alla Galleria del Disco di FIRENZE (Le Murate Caffè Letterario – ore 18.00). Mercoledì 6 a La Feltrinelli di LATINA (via A. Diaz, 10 – ore 15.00) e al Mondadori Bookstore di FROSINONE (via Aldo Moro, 223 – ore 18.00). Giovedi 7 alla Discoteca Laziale di ROMA (via Mamiani, 62 – ore 16.30). Venerdi 8 al Mondadori Bookstore di GROSSETO (Corso Carducci, 9 – ore 15.00) e al Mondadori Bookstore di VITERBO (Piazza della Rocca 29 – ore 18.00). Sabato 9 al CC L’Arca di Capena di CAPENA ROMA (via Tiberina, 73° – ore 20.00). Domenica 10 al CC Le Bolle di EBOLI-SALERNO (Località Serracapilli – ore 17.30). Martedi 12 al Maistrello Musica di RIETI (via delle Orchidee, 6 – ore 15:00) e a La Feltrinelli di PERUGIA (Corso Pietro Vannucci, 78-82 – ore 18.00). Mercoledì 13 a La Feltrinelli di BOLOGNA (Piazza Ravegnana, 1 – ore 15.00) e a La Feltrinelli c/o Barilla Center di PARMA (via Emilia Est snc – ore 18.00). Giovedi 14 al Mondadori Bookstore di TORINO (via Monte di Pietà, 2 ang. Via Roma – ore 15.00) e al Muzak Dischi di CUNEO (C.so Nizza, 27 – ore 18.00). Sabato 16 CC Auchan Mugnano di NAPOLI (via Pietro Nenni, 54 – ore 17.30). Domenica 17 al Mondadori Bookstore di BARI-ANDRIA-TRANI (corso Cavour, 132 – ore 15.00) e al CC Gargano di FOGGIA (Contrada Pace – Loc. Macchia Monte Sant’Angelo – ore 18.00).


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