We Will Rock You: di nuovo in Italia da dicembre. Al via le audizioni per il cast

We Will Rock You
Sono state svelate le prime date
 di We Will Rock You, lo spettacolo che celebra i grandi successi di Freddie Mercury e dei Queen.

Dopo il grande successo del 2009 e 2010, lo show tornerà infatti in Italia per una lunga serie di date a partire da dicembre.
Queste le prime città annunciate: 
Bologna (dal 7 al 9 dicembre, Europa Auditorium)
Montecatini (22 dicembre, Teatro Verdi)
Bergamo (18 gennaio, Palacreberg)
Milano (dal 1 al 17 febbraio, Teatro Ciak)
Genova (dal 21 al 23 febbraio, Politeama)
Reggio Calabria (8 marzo, Teatro Cilea)
Catanzaro (9 marzo, Teatro Politeama)
Bari (16 e 17 marzo, Teatro Team)
Firenze (dal 22 al 24 marzo, Teatro Verdi)

Il calendario completo sarà reso noto in occasione dell’annuncio delle stagioni dei teatri che ospiteranno lo spettacolo.

Quelle annunciate non saranno però repliche del precedente spettacolo, ma una nuovissima produzione concepita appositamente per il nostro Paese da Claudio Trotta per Barley Arts. Pur mantenendo la storia, i personaggi e le musiche originali, che verranno eseguite dal vivo, l’allestimento sarà completamente rinnovato, attento a sottolineare l’aspetto politico, attuale e visionario alla base del musical: il rinnovamento coinvolgerà la regia, affidata al candidato Lawrence Olivier Award Tim Luscombe, la scenografia concepita da Colin Mayes, e le coreografie, che saranno curate da Gail Richardson.
La direzione artistica sarà affidata a Valentina Ferrari, già confermata nel ruolo di ‘Killer Queen’, mentre Riccardo Di Paola è alla Direzione Musicale e Cristina Trotta il produttore esecutivo.

Anche il cast sarà totalmente rinnovato: il 16 maggio inizieranno infatti a Milano le audizioni per selezionare gli attori, i musicisti e il corpo di ballo.
Tutti i dettagli e le informazioni su come candidarsi sono disponibili al sito www.wewillrockyou-themusical.it .

Per le nuove stagioni il progetto artistico privilegerà l’attualizzazione e la contemporaneità della vicenda. Uno spettacolo unico nel suo genere che, con grande lungimiranza, ha ipotizzato, in un futuro distopico in cui il rock viene bandito e i suoi seguaci costretti a nascondersi, una società vittima della globalizzazione più totale e alla mercé di una multinazionale che controlla non solo la musica ma la vita dei singoli individui.


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