Gabry Ponte: una lettera aperta per chiedere più controlli durante i concerti

CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Perché le cose diventano pericolose solo dopo che sono accadute?

Pensate all’America.. dopo l’ennesima strage in un college dovuta a un folle che spara a caso tra gli studenti, qualcuno si accorge che forse non è cosa saggia vendere armi come fossero patatine al supermercato.

La maggior parte delle persone ex-post pensa: è ovvio che potesse accadere una simile tragedia, il rischio era davanti ai nostri occhi.

Qualcuno punta il dito, qualcuno polemizza: “l’avevo detto”

La nuova follia che sembra andare di gran moda negli ultimi tempi è quella di lanciare bombolette di spray al peperoncino in luoghi gremiti di gente.

Si tratta di uno spray tossico, in grado di causare malori e persino lesioni alle persone che lo inalano.

Nell’ultimo anno ho letto articoli che parlano di concerti e festival sospesi, piazze e locali evacuati e persino di numerose rapine fatte usando questo spray come arma.

A me è capitato diverse volte, all’interno di un club in cui stavo facendo un dj set, che qualcuno diffondesse questo spray; so che è successo in più di un’occasione anche a molti miei colleghi, per citarne alcuni: Elisa, Fabri Fibra, Ghali, Gigi d’Agostino, Gue Pequeno, Sfera Ebbasta, insomma… pare che sia il nuovo passatempo di qualche idiota.

Mi sono reso conto vivendo quegli attimi da dietro la console, di quanto anche le conseguenze di tutto ciò possano essere potenzialmente disastrose.

Immaginate: buio, un affollamento di persone che si divertono, all’improvviso succede qualcosa che scatena il panico, la gente scappa… nulla di più prevedibile che qualcuno scivoli o inciampi, e si ritrovi per terra con duecento persone che lo calpestano.

Per fortuna non è ancora successo, ma non è lo scenario di un futuro distopico; il rischio è davanti ai nostri occhi!

Allora mi chiedo: perché nessuno ha ancora fatto niente?

Mi chiedo se sia giusto che uno strumento in grado di causare tutto questo venga venduto nei supermercati senza un minimo controllo.

Non esiste nulla di giusto o sbagliato in senso assoluto, tutto dipende dall’uso che se ne fa.

E’ giusto se serve ad evitare uno stupro, sbagliato se serve a fare una rapina o a creare panico tra la folla!

Purtroppo è difficile per i proprietari dei locali o per i promoter degli eventi effettuare controlli capillari atti a prevenire questo fenomeno. La scorsa settimana, tramite le riprese video che i miei video maker effettuano sempre durante le mie serate siamo riusciti a identificare i responsabili di uno di questi episodi… consegnerò i video alle autorità, e continuerò a farlo dopo ogni serata se necessario. Si tratta comunque di azioni punitive, attuabili ex-post, quando il danno è già stato fatto; occorre trovare misure preventive.

Non so quali, non sono un esperto, ad esempio mi viene da pensare che sarebbe utile chiedere un documento di identità a chiunque scelga di acquistare questo spray, in modo tale che i dati della persona siano linkati a un codice a barre impresso all’interno della bomboletta, che se rinvenuta, possa ricondurre all’acquirente.

Controlli più rigidi per chi lo acquista insomma, e pene più severe per chi ne fa un uso improprio e mette a rischio l’incolumità di terzi.

Mi rivolgo a tutti voi ragazzi, e faccio appello al vostro buon senso.

Tutti abbiamo avuto i nostri “momenti goliardici” nella vita.. ma ci sono cazzate e cazzate: questa può rovinare le vostre vite e quelle di altre persone, incluse quelle dei vostri genitori!!!

E mi rivolgo anche ALLE ISTITUZIONI, sperando che questo messaggio arrivi a qualcuno che ha gli strumenti per aiutarci.

A questo proposito vorrei invitare tutte le persone che hanno vissuto una situazione simile a condividere questo post. Tutti gli artisti che, come me, l’hanno vissuta da sopra il palco, tutti quelli che ne sono stati vittima e si sono spaventati, tutte le persone di buon senso che ne percepiscono la pericolosità..

Inoltre chiedo aiuto a tutti i giornalisti che credono nell’utilità dell’informazione e lavorano per un mondo più consapevole, e a tutti gli influencer che con la loro voce digitale sono in grado di raggiungere molte persone.

Siamo nell’epoca in cui i social possono cambiare l’ideologia degli uomini.

Un tempo bisognava scendere in piazza e firmare petizioni. Oggi basta credere in una causa e condividere un post per fare molto più rumore.

Invito tutti quelli che credono che insieme si possano cambiare le cose a condividere.

Facciamo in modo che nessun giornale, un domani, debba raccontare la cronaca di un disastro annunciato.

Gabriele Ponte


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